Come far leggere (davvero) il tuo curriculum? Le 10 competenze da avere

Cosa è necessario avere, nel proprio curriculum, per attirare l’attenzione e l’interesse di una grande azienda? 

Nuvola Rosa – l’iniziativa digital al femminile di Microsoft che ha coinvolto dal 19 al 21 maggio a Milano quasi duemila studentesse – è stata l’opportunità perfetta per incontrare donne straordinarie, capaci, attraverso le loro esperienze e carriere, di ispirare ed emozionare noi ragazze che ci affacciamo al mondo del lavoro. È dunque a loro che abbiamo girato la domanda: quali sono le caratteristiche e le competenze che, più di altre, rendono «pesante» un curriculum?
Ecco le loro risposte.

1) Eccellenza
«Una laurea con il massimo dei voti è un ottimo biglietto da visita», dice Enrica Arena, CMO Orange Fiber. Lucilla Gatt, ordinario di Diritto Privato, aggiunge che «accumulare un bagaglio di certificazioni, specializzazioni ed esperienze, possibilmente internazionali, focalizzando un obiettivo unificante, farà la differenza».

2) Dimostrate professionalità e assertività
Secondo Alessandra Lazazzara, referente scientifico di Wise Grouth, «le giovani professioniste devono abbandonare l’etica femminile della responsabilità, paralizzante nel momento in cui arrivano dubbi e incertezze a causa del perfezionismo e della ricerca costante di feedback positivi, e adottare l’etica tipicamente maschile del risultato». Non farsi paralizzare dai dubbi, dunque, dal «sarò in grado di svolgere quel compito?». Nel curriculum deve essere chiaro che ci crediamo fino in fondo e che siamo disposte e metterci in gioco.

3) Imparate i linguaggi
Un inglese perfetto è necessario, ma non sufficiente: secondo Claudia Pavoletti, Director EMEA Intel Security, dobbiamo «saper entrare nella technicality per accedere ad ogni fonte, ma essere anche capaci di uscirne senza imbarazzo per dialogare con tutti e a tutti i livelli». Stefano Lucchini, comunicatore, consiglia lo studio delle lingue dei paesi emergenti, ma sottolinea la basilare «importanza di saper riflettere in un’altra lingua», greco o latino che sia.

4) Agilità
«Far capire di essere adattabili, flessibili, multitasking, sempre capaci di trovare nuove soluzioni e di non dire no alle sfide del business e della tecnologia», questo insegna Anna Cataleta, CPO H3G. «Affrontare un mercato del lavoro globale e dinamico significa passare rapidamente da un’occupazione all’altra, percorrendo la strada dell’apprendimento permanente», sostiene Enrico Gambardella, Head of HR Aviva.

5) Dimostratevi problem solver
«Gestione propositiva dei conflitti e dei rapporti interpersonali, capacità di sintesi e organizzazione, semplicità e praticità nel lavoro e nelle relazioni coi colleghi»: sono queste le caratteristiche che Mirta Michilli, GM Fondazione Mondo Digitale, cerca in ogni candidata.

6) Allenate il team working
Sempre Mirta Michilli sottolinea che «nessuno si salva da solo» e che il vincente non sarà il primo della classe, bensì il candidato dotato di «intelligenza sociale, capacità relazionali, collaborative, coordinative e d’integrazione». Lavorare in armonia paga, sempre.

7) Avere personalità
«Lasciate emergere la vostra personalità senza aderire a modelli standardizzati, rendetevi visibili, catturate l’interlocutore con strumenti intellettualmente seduttivi, dimostrate capacità di parlare in pubblico»: questo suggerisce Cristina Cremonesi,
Jobadvisor. «Smart is the new pretty», dice con oroglio Suzanne Williams, Client Executive per la fondazione Gates: prendete di petto le occasioni con intraprendenza ed entusiasmo, senza aspettare che gli altri vi dicano «brava».

8) Coltivate il vostro talento
«La differenza è ricchezza», torna a dire Claudia Pavoletti. Specializzatevi: l’approfondimento è fondamentale. Bisogna riuscire a distinguersi grazie alle esperienze formative e internazionali, alle competenze, alle attitudini

9) Non dimenticate mai il vostro esser donna
«Non si tratta di reverse discrimination – sottolinea Roberta Quintavalle, Responsabile Privacy di Mediaset – ma di talenti». Lo conferma Alessandra Lazazzara, sostenendo che «cercare di essere (come) un uomo vuol dire sprecare una donna». Tutto ciò senza vittimismi e aggressività, con ironia e morbidezza, evitando di autoescludersi facendo avverare i pregiudizi che circondano il lavoro femminile.

10) Alleatevi con la tecnologia
Perché? «La tecnologia è neutrale, non fa discriminazioni di genere»: Mariella Enoc, VP della Fondazione Cariplo, prevede una società democratica solo se equamente digitale. Ma la tecnologia è anche inclusiva: Annarita Epifani, CPO Avanade, è convinta che «gli strumenti digital possano migliorare la vita di tante donne in carriera», mentre Valeria Morosini, giuslavorista, attribuisce a telelavoro e smart-home working il merito di «aver allargato il mercato a tante nuove concorrenti». Dunque dobbiamo colmare insieme il divario di genere grazie alle digital skills, insegnando agli uomini che i cookies non sono solo biscotti, ma stringhe di testo con cui scrivere storie capaci di portarci lontano.

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Sistema Integrato Sviluppo Tecnologico Maltrattamento Abuso in Rete = SISTEMARE. Un progetto che si propone di evidenziare la rete dei servizi alle donne italiane e straniere. Una infrastruttura web importante e facilmente consultabile, capace di intercettare le esigenze e i bisogni di donne che cercano opportunità per l’ingresso nel mondo del lavoro.