Lavoro: bandi aperti per occupazione ed imprenditoria

Panoramica di bandi regionali e nazionali che prevedono contributi per l’avvio di imprese giovanili e incentivi al ricollocamento di over45 nel mercato del lavoro.
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Autoimpiego
Invitalia ha riaperto i termini per un bando a sportello finalizzato all’auto-impiego (lavoro autonomo, microimpresa o franchising se il franchisor è  accreditato con l’Agenzia) con plafond di 80 milioni di euro e rivolto a ditte individuali e società di persone con sede legale, operativa e amministrativa in Abruzzo, Basilicata, Molise, Sardegna, Puglia, Calabria, Campania  o Sicilia (solo le ultime 4 se la domanda riguarda il settore turistico).
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Lavoro autonomo: persone fisiche – maggiorenni, non occupati al momento della richiesta, residenti in Italia, senza carichi pendenti né informazioni iscritte nei casellari giudiziari – che intendono avviare attività come ditta individuale (potrà essere realizzata dopo la presentazione della domanda).
Microimpresa: nuove società di persone in cui almeno metà soci che detiene almeno metà del capitale sociale (maggiorenne e non occupato alla data di presentazione della domanda, residente in Italia e senza re carichi pendenti é informazioni iscritte nei casellari giudiziari alla data di presentazione della domanda).
Franchising: aziende con titolare o metà dei soci che detiene almeno metà del capitale sociale o delle quote nel caso di società (di persone o capitali) di nuova costituzione) e che hanno i medesimi requisiti richiesti ai soci di microimprese.
Vengono finanziati gli investimenti (con contributo a fondo perduto e mutuo agevolato), le spese di gestione (contributo a fondo perduto) e i servizi di assistenza tecnica e gestionale. In caso di autonomi, gli investimenti non possono superare 25.823 euro; nel caso di microimpresa 129.114 euro.  Per accedere all’agevolazione è necessario compilare la domanda online e inviare il cartaceo e gli allegati a Invitalia – Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, Finanza e Impresa, via Calabria, 46, 00187 – Roma. Per informazioni: e-mail info@invitalia.it; sito internet www.invitalia.it.
Imprenditoria giovanile
La Regione Piemonte ha promosso un bando a sportello aperto per sostenere la costituzione e l’avvio di nuove attività a prevalenza giovanile, con la possibilità di presentare domanda entro 24 mesi dalla costituzione (in caso di società, garantendo le caratteristiche anagrafiche dei soci fino ad approvazione del rendiconto finale) e ottenere un finanziamento del 50% della spesa.
Possono beneficiarne imprese individuali,società di persone e di capitali con 2/3 di quote/organo amministrativo detenuti/costituito da giovani; cooperative di giovani e a mutualità prevalente con almeno il 60% di soci lavoratori autonomi tra 18 e 35 anni (Partita IVA da massimo 12 mesi dalla costituzione della società, in settori merceologico o professionali anche senza ordine o albo; professionisti in forma occasionale o attraverso contratti di collaborazione). Le cooperative devono essere costituiti da imprese individuali con titolare tra i 18 e i 35 anni; società di persone e cooperative con il 60% di soci tra 18 e 35 anni; società di capitali con 2/3 di quote/organo amministrativo detenuti/costituito da giovani tra 18 e 35 anni.
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Spese ammissibili a tasso agevolato (non inferiori a 10mila euro al netto IVA): investimenti in macchinari, attrezzature, arredi, automezzi (tranne acquisto di veicoli per trasporto merci su strada per conto di soggetti beneficiari che lavorano nel trasporto su strada), spese per avviare o adeguare impianti tecnici e locali in cui effettuare le attività d’impresa.; a fondo perduto (tra 8mila e 100mila euro al netto IVA): spese generali di avvio, assistenza tecnico-gestionale riguardante l’attività svolta, avvio e implementazione di sistemi di certificazione di qualità e rintracciabilità dei prodotti, spese per realizzare reti commerciali, formazione professionale per introdurre e sviluppare sistemi di rendicontazione sociale.
Domanda da sottoporre a Regione Piemonte, Direzione istruzione, formazione professionale e lavoro – Settore promozione e sviluppo dell’imprenditorialità e della cooperazione, utilizzando il modulo predisposto.  Per informazioni: susanna.barreca@-regione.piemonte.itstefania.romagnoli@regione.piemonte.it; tel. 011.4324885 -011.4323689. Finpiemonte spa, Galleria San Federico 54 – 10121 – Torino, tel. 011.5717711 – fax 011.545759; e-mail: info@finpiemonte.itwww.finpiemonte.it.
Tirocini
Scade il 15 marzo un bando della Regione Veneto finalizzato a promuovere tirocini di qualità per i giovani. I 3 milioni di euro a disposizione sono destinati, anche se indirettamente, a soggetti inoccupati e non occupati, e soprattutto a giovani che escono da percorsi di formazione professionale e di istruzione triennali, a giovani adulti disoccupati di breve durata e a soggetti svantaggiati, in ogni caso residenti o domiciliati presso la regione promotrice del bando e dotati di qualifica derivante dai percorsi triennali. In particolare: iscritti nell’elenco di cui alla legge regionale 9 agosto 2002, n. 19 «Istituzione dell’elenco regionale degli organismi di formazione accreditati» per gli ambiti della formazione superiore e/o dell’obbligo formativo; non iscritti nel predetto elenco, purché abbiano già presentato istanza di accreditamento per gli ambiti della formazione superiore e/o  dell’obbligo formativo ai sensi della D.G.R. 13 febbraio 2004, n. 359.
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Ogni organismo di formazione deve sottoscrivere partenariati aziendali con almeno un soggetto privato datore di lavoro, che accetta di diventare soggetto ospitante del tirocinante formato. La fase formativa deve prevedere sia la formazione che l’inserimento in azienda per un periodo compreso tra 2 e 4 mesi,  è obbligatorio organizzare una attività di orientamento al ruolo e ricerca attiva di lavoro.  Ogniprogetto (importo massimo 300mila euro ciascuno) deve riferirsi a un solo profilo professionale e l’intero percorso non deve durare più di 12 mesi. I progetti si sottopongono online e le domande via PEC (protocollo.generale@pec.regione.veneto.it) entro le 13:00 del 15 marzo 2014.
Ricollocamento
La Regione Marche propone un bando per ricollocare sul mercato del lavoro soggetti con età superiore a 45 anni, residenti nel territorio, disoccupati da almeno 12 mesi senza indennità né ammortizzatori sociali, con reddito minimo. Vengono finanziati, al 50% e fino al 31 ottobre 2014, percorsi integrati e borse lavoro. I percorsi personalizzati devono essere costituiti da una prima fase di accoglienza/ascolto e una seconda di inserimento lavorativo di 6 mesi. I soggetti abilitati a richiedere il finanziamento sono enti del Terzo settore con sede legale e/o operativa nel territorio; sono ammesse forme associate come Ati o Ats. Una volta raccolte, le disponibilità queste vengono pubblicate online. Per informazioni: 071.8063780 – 071.8063427 – 071.8063250; fax 071.8063220; email: rossella.bugatti@regione.marche.it; www.regione.marche.it
Agevolazioni e Incentivi
Nel percorso per la creazione d’impresa assume importanza fondamentale il reperimento delle risorse finanziarie, infatti, è necessario stabilire da subito quanto, del fabbisogno finanziario della futura impresa, potrà essere coperto da capitali propri e quanto da finanziamenti. Occorre precisare che è da evitare l’avvio di un impresa contando solo sul capitale esterno; una percentuale (variabile a seconda del settore, degli obiettivi di sviluppo e di altri fattori, quali la disponibilità personale) del fabbisogno finanziario complessivo è da ricercarsi anche internamente alla compagine sociale.
Una volta che, predisposta una prima bozza di business plan, si individuano i capitali necessari all’avvio della impresa e la loro ripartizione, è necessario individuare le modalità in essere per reperirli.
Esemplifichiamo alcune situazioni fra le più ricorrenti:
Ricorrere a finanziamenti a breve o medio termine.
In Italia è la via seguita con maggior frequenza dalle imprese di nuova costituzione. Questo, in un numero rilevante di casi, assume la forma dello scoperto di conto corrente; si tratta di una operazione che consente alla banca di anticipare un pagamento all’imprenditore (previo trattenimento di un interesse) di un credito non ancora scaduto. Questo meccanismo è utilizzato non tanto per una convenienza di questa fonte di finanziamento (che spesso è relativa) ma quanto per la consuetudine ormai radicata e per la familiarità che gli interlocutori hanno in genere con gli Istituti di Credito.
Altro strumento di finanziamento è il mutuo, che non è altro che un finanziamento (in genere a medio-lungo termine) erogato da un istituto di credito; solitamente la somma viene restituita con sistemi di rateazione in periodi di tempo che variano da 5 a 10 anni. La necessità di fornire garanzie reali all’Istituto di credito, può rappresentare un elemento problematico.
Ricorrere alle agevolazioni finanziarie (nazionali e regionali) previste per la creazione di nuove imprese.
Rispetto a quest’ultimo punto, si rende necessaria una importante avvertenza che avrà valore generale:
nella fase di redazione di un progetto d’impresa, è sempre molto importante tenere presente tutti gli aspetti che caratterizzano il progetto stesso e che interagiscono tra loro. Ad esempio non è ininfluente scegliere una forma giuridica (per esercitare un’attività) al posto di un’altra, oppure decidere a chi farà capo la titolarità dell’impresa: molti interventi agevolati creano forti discriminanti a seconda che si opti per una strada o per l’altra, a volte, addirittura si risulta esclusi dai benefici del provvedimento. Tuttavia, è assolutamente da sconsigliare un “adattamento” del progetto di impresa al fine di poter beneficiare di un provvedimento agevolativo. Infatti, un serio progetto d’impresa è il risultato di un delicato equilibrio fra fattori che hanno come obiettivo quello di favorire il più possibile una soddisfacente performance economica della futura attività. Sconvolgerlo o variarlo sensibilmente, solo ai fini di rispondere ai requisiti previsti dalle leggi di agevolazione comporterà, soprattutto nel medio periodo, gravi danni all’attività imprenditoriale. Questo non significa che una volta predisposto un serio progetto d’impresa, a prescindere dalle agevolazioni, non si possa valutare quali variazioni, che non sconvolgano l’impianto complessivo del progetto, possono essere adottate per poter eventualmente beneficiare di quel determinato provvedimento.
Ruolo e caratteristiche degli incentivi pubblici
Gli incentivi pubblici assumono diverse forme:
sovvenzioni a fondo perduto: ossia senza obbligo di restituzione, concesse da enti pubblici a sostegno di iniziative in determinati settori e in determinate zone territoriali
prestiti a tassi agevolati: finalizzati a determinati investimenti, ottenuti con il sostegno di enti pubblici che si accollano una parte del costo degli interessi
crediti d’imposta: quando per la realizzazione di determinate iniziative, si ottiene una sorta di sconto sulle imposte sull’utile dell’esercizio da versare
forme di assunzione agevolate di dipendenti: quando per l’assunzione di alcune tipologie di dipendenti o per la creazione di nuovi posti di lavoro in certe zone, si ottiene uno sgravio degli oneri a carico dell’impresa.
Sono agevolazioni che riducono i costi quindi, individuare e richiedere le forme più idonee al caso sicuramente agevola lo sviluppo dell’impresa; tuttavia un progetto, per essere equilibrato, deve risultare tecnicamente fattibile indipendentemente dalla richiesta di incentivi pubblici. Essi sono sicuramente utili ma non determinanti per la riuscita del progetto.
In ogni caso, districarsi tra le innumerevoli tipologie di leggi di incentivazione esistenti a livello nazionale, regionale o locale non è cosa facile. Nelle pagine che seguono abbiamo inserito delle schede semplificate delle leggi nazionali che promuovono la nascita di nuove imprese o, come nel caso di Artigiancassa, forme di credito agevolato che consentono al neo imprenditore di reperire le risorse necessarie per avviare la propria impresa.
SEZIONE SPECIALE PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 
DIPARTIMENTO PER LE PARI OPPORTUNITÀ
La Sezione Speciale “Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità” è riservata alle imprese a prevalente partecipazione femminile.
La Sezione Speciale è stata istituita con convenzione del 14 marzo 2013 tra Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Economia e delle Finanze, sottoscritta ai sensi del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico del 26 gennaio 2012. La dotazione è pari a € 10.000.000 da impiegare per la compartecipazione alla copertura del rischio sulle operazioni di garanzia ammissibili, con una ripartizione del 50% tra le risorse del Fondo e quelle della Sezione Speciale che, di fatto, può contare su una dotazione finanziaria complessiva di € 20.000.000. Nell’ambito della Sezione Speciale, una quota pari al 50% della dotazione è riservata alle nuove imprese.
Con il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 27 dicembre 2013 sono state inoltre introdotte modalità semplificate di accesso.
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